Quando cambiare la resistenza della sigaretta elettronica?

Il vero motore della sigaretta elettronica è impianto di resistenze che fanno evaporare o come si dice in gergo atomizzare la soluzione di glicole propilenico e glicerina che contiene il principio attivo. Le fibre di materiale sintetico o di cotone che portano il principio attivo sulle resistenze introducono sulle stesse anche alcuni contaminanti del tutto innocui per la salute, ma anche per un componente in metallo che presenta improvvisi picchi di temperatura sono deleteri a lungo andare.

Il momento giusto per sostituire le resistenze

Per prima cosa va detto che per sostituire atomizzatori e resistenze per le sigarette elettroniche è opportuno fare un acquisto su uno shop online, solitamente molto più vantaggioso di un negozio fisico. Detto questo andiamo nel dettaglio di questa guida. Le tracce di umidità le molecole di principio attivo e delle sostanze che costituiscono gli aromi, quando arrivano a contatto con il metallo surriscaldato delle resistenze tendono a favorirne l’ossidazione e a formare delle incrostazioni praticamente invisibili ad occhio nudo, perché i pori del metallo e le sue difettosità superficiali, con l’incremento della temperatura diventano ricettori. Detto in parole povere il metallo surriscaldandosi si rovina e dopo un po’ le resistenze vanno cambiate.

Il primo elemento che ci deve allarmare quando osserviamo le resistenze dello svapo è il loro colore opaco che peggiora progressivamente con l’uso e questo fattore è legato sia alle incrostazioni che all’ossidazione. A causa di queste superfici danneggiate la trasmissione del calore diventa più difficile e la quantità di vaporizzato cala anche considerevolmente, perché in sostanza le resistenze restano più fredde del necessario e questo danneggia a lungo andare anche la batteria perché si tende a tenerla accesa più a lungo o ripetendo i cicli di surriscaldamento, per raggiungere il regime. Un altro sintomo che si vede anche ad occhio soprattutto nei sistemi con resistenze doppie sta nel fatto che una resistenza tende a diventare più calda dell’altra, segno che la conduttività dei contatti è alterata.

Una resistenza che non raggiunga la temperatura di regime in un tempo molto breve è fonte di grossi problemi per una sigaretta elettronica, perché le molecole di principio attivo restano a contatto per un tempo più lungo non producendosi il fenomeno della vaporizzazione del solvente e queste vengono alterate. In alcuni casi si hanno problemi analoghi a quelli che si riscontrano con la pirolisi nelle sigarette classiche. In realtà la cosa migliore da fare è cambiare le resistenze dello svapo dopo qualche mese di utilizzo moderato, anche prima se siamo grossi svapatori, perché queste componenti sono soggette ad usura col tempo se non si provvede al cambio.

Le problematiche che segnalano che la resistenza va cambiata


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I problemi che si riscontrano vanno dalla condensa nella camera di vaporizzazione con la conseguente deposizione di calcare sui conduttori ,fino alla alterazione dell’essenza vaporizzata e in ultimo alla rottura della sigaretta elettronica stessa. In alcuni casi ciò può significare una spesa notevole soprattutto per gli esemplari più professionali e con un numero più elevato di funzioni che sono molto spesso al centro delle mire dei fumatori di svapo. Secondo alcune scuole di pensiero prima di cambiare le resistenze si possono effettuare alcuni cicli di pulizia detti dryburn, ovverosia togliere il cotone e far surriscaldare le resistenze in modo tale che la superficie sia libera di eliminare le impurità grazie all’apertura dei pori del metallo che fanno calare tutti i contaminanti che non siano eccessivamente penetrati all’interno della superficie.

Dopo il ciclo a secco si provvede a una pulizia con cotone e in questa maniera si ottiene un buon grado di rigenerazione. In ogni caso dopo alcuni cicli di dryburn il danneggiamento superficiale e la profondità di penetrazione del contaminante nel metallo diventano irrecuperabili e se si dovesse andare a guardare con un microscopio la superficie delle resistenze la troveremmo piena di minuscole scaglie e crepe, che in realtà sono le parti ossidate che non riescono più a staccarsi per effetto della pulizia. A questo punto è strettamente necessario cambiare le resistenze. Ricordiamo inoltre che il costo di una resistenza è estremamente contenuto e quindi buona parte delle operazioni di pulizia che comunque estendono la vita dello svapo risultano essere anche un po’ superflue quando diventano accanimento.

In definitiva, quando sentiamo che il vapore è troppo poco, presenta strani sapori di bruciato e la superficie delle resistenze è troppo scura rispetto all’inizio, è buona norma cambiarle. Le operazioni di pulizia ordinaria e straordinaria, se effettuate con regolarità e la perizia necessaria da un lato estendono di parecchio la vita utile delle resistenze, dall’altro ci aiutano a vedere i segni del deterioramento, sebbene l’operazione risulti molto più facile quando si impiegano svapo con coil doppi, perché inevitabilmente si deteriorano in modo diverso.

Tutorial per cambiare la resistenza della e-cig

Di seguito proponiamo un tutorial che permette di eseguire la sostituzione della resistenza della propria sigaretta elettronica, utile soprattutto per chi deve farlo per la prima volta, ma un sostegno valido anche per chi si accinge a farlo dopo parecchio tempo:

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