Come smaltire i liquidi della sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica, prodotto divenuto di largo uso alcuni mesi dopo la sua diffusione in Italia, rappresenta un sostituto delle sigarette classiche. Esso consente al fumatore di aspirare ed espellere i vapori di un liquido, appunto, vaporizzato grazie a una batteria che alimenta, all’interno di un atomizzatore, un sistema di surriscaldamento di un materiale, il quale, a sua volta, fa evaporare una soluzione liquida producendo vapore.

I componenti dei liquidi della sigaretta elettronica

L’aspirazione e l’espulsione di tale vapore dà la sensazione, per lo più psicologica, grazie alla gestualità che ne deriva, ma derivante anche dal tipo di liquido vaporizzato, di fumare una vera sigaretta.
Ma il fumatore si pone domande su cosa sia composto il liquido vaporizzato? I suoi componenti variano a seconda del prodotto e da paese a paese, ma di solito comprendono: acqua, glicerolo (glicerina vegetale), glicole propilenico, aromi. Nella maggioranza dei casi, inoltre, contiene nicotina.

  • Glicerina vegetale: viene usato anche come additivo alimentare e serve a dare più corposità al vapore.
  • Glicole propilenico: possiede proprietà batteriostatiche, è un veicolante per aromi ed eccepiente farmaceutico, anch’esso utilizzato come additivo alimentare, ma anche come antigelo.
  • Nicotina: è un composto organico presente in alcune piante, come quelle di tabacco.
  • Aromi: estratti naturali utilizzati comunemente in pasticcerie, industrie dolciarie, etc.

Dove smaltire i liquidi della sigaretta elettronica?

Come abbiamo visto, il liquido della sigaretta elettronica è composto da sostanze di diversa natura, alcune sostanze semplici e meno pericolose per l’uomo e per l’ambiente, come gli aromi naturali, l’acqua, e altre più complesse e più dannose. Per questo è estremamente importante prima di tutto informarsi sugli effetti che le stesse possono produrre sul fumatore.


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Egli, di solito, ignora che un prodotto del genere, nonostante sia privo di sostanze pericolose come il catrame e non comporti l’inalazione di prodotti di una combustione, contiene comunque sostanze potenzialmente dannose, tra cui la nicotina (presente anche nelle sigarette tradizionali) e il glicole propilenico (che ha sostituito il ben più pericoloso glicole dietilenico). Ma l’importanza di un’informazione corretta sulle sostanze che compongono detti liquidi, come già accennato, è anche correlata ai danni che le stesse possono arrecare all’ambiente.

Il giusto modo per smaltire i liquidi

È quindi necessario capire come smaltirle correttamente, insieme alle diverse parti che compongono l’apparecchio. L’atomizzatore è da considerarsi un rifiuto tecnologico, va quindi consegnato presso un’isola ecologica, i contenitori dei liquidi vanno gettati nel contenitore della plastica (se si tratta di cartucce vanno invece prima pulite), mentre il beccuccio è considerato rifiuto non riciclabile, da gettare, perciò, nel contenitore dell’indifferenziata.
Per quanto riguarda i liquidi, invece, è opinione piuttosto comune che essi, se non contenenti nicotina, possano essere smaltiti tramite le tubature di scarico di casa, mentre, se la nicotina è presente, debbano essere messi a rifiuto tramite la raccolta di medicinali scaduti.

In verità, anche se privi di nicotina, devono essere consegnati presso centri di raccolta di rifiuti speciali. Il motivo che comporta questa necessità è la presenza del glicole propilenico che, anche se non direttamente tossico per l’uomo, manifesta un’alta domanda di ossigeno, dunque, se, ad esempio, una volta gettato entra a contatto con una falda acquifera, ne consuma l’ossigeno, causando danni ai vegetali, di conseguenza agli animali e all’uomo. Un altro metodo per smaltirlo è quello di riversarlo direttamente nelle fognature, ma soltanto se vi è un ambiente asettico.

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