Come si riconosce un buon filo per resistenze per la sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica o atomizzatore si basa su un principio di funzionamento piuttosto semplice. In sostanza una soluzione liquida di glicole propilenico e principi attivi viene fatta arrivare in contatto con una resistenza a filo che viene portata ad alta temperatura per causare una rapida evaporazione del mezzo liquido e produrre il vapore in grosse quantità sempre in tempi molto contenuti per non causare il deterioramento dei principi attivi che sono in esso contenuti.

Come cambiare il filo della sigaretta elettronica

Esistono varie tipologie di sigaretta elettronica ma gli svapo o atomizzatori più grandi sono quelli che consentono operazioni più complesse di modifica e soprattutto di essere rigenerati con facilità. La rigenerazione in sostanza è l’operazione di pulizia delle superfici delle resistenze per consentirne una vita più prolungata naturalmente non sempre è possibile andare rigenerare la resistenza perché a lungo andare il filo metallico che è sottoposto a repentini sbalzi di temperatura tende a danneggiarsi e a diventare un pessimo conduttore di calore con il conseguenze deterioramento delle caratteristiche della sigaretta stessa.

A questo punto si deve necessariamente dotarsi di cacciavite e attrezzi vari per cambiare il filamento. Se si desidera cambiare il filo, in commercio ne esistono sia con coil già avvolti sia da preparare, operazione questa molto semplice, per la quale è sufficiente un minimo di manualità e attrezzi di piccole dimensioni. Premesso che ci sono molte scuole per quel che riguarda principalmente la distanza fra le singole spire, l’elemento più determinante in ogni caso è la scelta del tipo di filo da utilizzarsi per la sostituzione.

I fili per resistenza per rigenerare la e-sigarette

In commercio si trovano molti tipi di filo per rigenerare lo svapo o per sostituire il coil sia in acciaio inox che in titanio-acciaio oltre che in varie leghe come la Kanthal che è una lega di ferro cromo e alluminio impiegata per applicazioni ad alta temperatura. Con i fili in acciaio nichelato come il Ni200 si ha un buon controllo della temperatura mentre per i fili Kanthal una buona gestione della potenza che può essere sviluppata. Dal diametro del filo dipende anche il numero di spire necessarie per raggiungere la resistenza che ci occorre. In generale il punto di partenza per ogni stima è la potenza della batteria perché più il filo è grande, maggiore è la quantità di corrente necessaria per arrivare a regime.


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Di solito si tratta di fili che vanno da Ga28 cioè circa 0,32 mm fino a 0,50mm, cioè Ga24. In media si può assumere come misura ottimale Ga24, che unisce resa in temperatura e potenza e con cui si può giocare un po’ sul numero delle spire. Ogni materiale presenta una sua resistenza per sezione su metro, I fili Kanthal hanno in media 0,75 Ω•mm²/m mentre per il Ni200 si va su 0,96 Ω•mm²/m. Se non si è del tutto sicuri è bene optare per l’acciaio semplice perché questi fili solito hanno un comportamento più generico e si adattano per un sistema intermedio fra controllo di temperatura e gestione della potenza. In commercio esistono anche fili avvolti a treccia o twisted, che secondo alcuni offrono ottime prestazioni perché in sostanza incrementano l’area esposta.

I migliori in commercio

Quindi riassumendo le tre grandi scuole sono:

  • filo di acciaio con Gauge, ossia sezione nello standard americano, tra 0,28 e 0,50 che consente sia un buon controllo di potenza che di temperatura ed è sostanzialmente il cavo generico,
  • il filo Kanthal che ci permette di spingere le temperature molto in alto senza alterazioni del conduttore
  • Ni200 per una buona gestione della potenza. Tutti e tre i tipi di filo vanno avvolti in spirali stando bene attenti che i singoli coil o anelli non vadano in corto circuito fra loro.

Sulle confezioni, comunque, sono riportati i valori di resistività in Ω•mm²/m ed il calcolo della resistenza effettiva si può fare tranquillamente con un cellulare, e si trovano parecchie app gratuite di ausilio. Ricordando che il valore deve aggirarsi intorno ad un ohm, minore è il valore di resistenza maggiore è la corrente assorbita quindi se si scende troppo di valore si rischia di danneggiare la batteria per i modelli più semplici mentre più per quelli più avanzati dotati di limitatore e protezione la sigaretta resta in protezione e non svapa.

Nella scelta tenendo presente come riferimento il filo in acciaio da 0.50Ga che consente prestazioni medie, con una resistenza ad alta temperatura la vaporizzazione è più veloce, ma la quantità prodotta più bassa e i vapore molto più caldo e quindi spesso fastidioso, senza contare che il filo si usura prima, e il cotone si brucia abbastanza presto, mentre con il controllo della potenza, si ottengono boccate più copiose e soddisfacenti, con temperature minori e maggio durata in generale. La scelta quindi è legata principalmente, oltre che alla batteria che deve alimentare il tutto, alle esigenze dello svapatore che deve scegliere fra grandi boccate lente e piccoli tiri veloci.

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